
Igor Tudor allenatore Juventus Immagine | Ansa
Igor Tudor, buona la prima, in pieno stile Juventus. Con il Genoa è la classica partita da vincere. L’unica cosa che conta, prima del fischio iniziale contro i liguri, sono i tre punti, arrivati senza effetti speciali, ma non erano richiesti.
Una Juventus con il dna ritrovato
Non è una Juventus brillante, nessuno si aspettava lo fosse, ma è una squadra che ha ritrovato immediatamente il dna che la caratterizza. Ricerca assoluta e incondizionata, quasi rabbiosa, del massimo risultato, riducendo al minimo sindacale i rischi. I bianconeri giocano una partita non bella, né velleitaria, abbandonando il calcio espressivo sull’altare della solidità. Difesa a tre, affidandosi alla qualità di chi scende in campo, passando immediatamente alla cassa. Vittoria alla fine meritata. Non è un caso che Il gol decisivo sia di Yildiz, assente ingiustificato dal tabellino del match (non segnava da quattordici partite) che ricambia la fiducia concessagli con un gol e molto altro. Qualità, quantità e sacrificio, termine declinato a tutto campo da qualunque interprete.
L’impronta di Tudor: una squadra con l’elmetto
Cambiato anche il registro comunicativo. Dai silenzi e la quasi inespressività di Thiago Motta ai colpi sul tavolino in conferenza stampa per sottolineare l’importanza della vittoria e chiederne subito un’altra. Il tecnico indossa subito tuta da operaio ed elmetto, anche nella comunicazione e la squadra recepisce immediatamente il cambiamento. Tudor è apparso emozionato quanto felice di essere alla guida di una squadra che sente sua al di là del compito assegnatogli. Il messaggio è arrivato forte e chiaro, anche perché non avendo il tempo di allenare, è inevitabile andare a toccare le corde dell’emotività, sollecitando l’orgoglio di indossare la maglia, che da calciatore aveva onorato giocando praticamente in tutti i ruoli possibili.
Roma, la tappa determinante della stagione
La Juventus conserva dunque tre punti di vantaggio sulla Roma, a una settimana dallo scontro diretto dell’Olimpico dove Tudor potrà presentarsi contando su due risultati su tre. La Juventus è stata energica e determinata contro il Genoa, la reazione al cambio dell’allenatore era scontata, ma resta da capire l’incognita più importante. Sciogliere i dubbi legati a quale sia il reale valore della Juventus, che durante l’era Motta non è mai riuscita a trovare una vera identità né come squadra né come singoli. Ecco perché Roma – Juventus sarà il primo snodo fondamentale della gestione di Igor Tudor che, conti alla mano, avrà bisogno di vincere cinque partite sulle restanti otto per avere la ragionevole certezza di centrare la qualificazione alla prossima Champions League.