La sconfitta contro il Bologna evidenzia che l’allenatore portoghese, Sérgio Conceição, non ha risolto i problemi del Milan, ora distante 8 punti dal quarto posto utile per andare in Champions League e occupato dalla Juventus. Rimane la Coppa Italia come unico obiettivo per chiudere la stagione senza ulteriori delusioni

La sconfitta contro il Bologna ha segnato un ulteriore campanello d’allarme per il Milan, un club che, nonostante le aspettative di inizio stagione, si trova ora a fronteggiare una crisi di risultati preoccupante. La squadra di Sérgio Conceição, subentrato a Paulo Fonseca, sembra essere entrata in una spirale negativa da cui fatica a riemergere. In questo contesto, le speranze di qualificazione alla prossima Champions League si stanno affievolendo, lasciando ai rossoneri l’unica possibilità di salvare la stagione attraverso la Coppa Italia, dove si ritrova in semifinale e dovrà affrontare l’Inter in un doppio confronto tra andata e ritorno che darà vita ad un derby infuocato.
Un’incredibile disattenzione
Il momento cruciale del match contro il Bologna è stato senza dubbio il gol subìto da una rimessa laterale, un calo di tensione che hanno deluso i tifosi e amplificato le critiche alla squadra. Questa disattenzione è emblematicamente rappresentativa di una stagione caratterizzata da alti e bassi e, soprattutto, da una mancanza di concentrazione nei momenti decisivi. Il Bologna ha saputo approfittare di questa situazione, mostrando una determinazione che i rossoneri faticano a trovare.
L’obiettivo Coppa Italia
Dopo la sconfitta, l’unico obiettivo che sembra essere rimasto veramente alla portata del Milan, a meno di capovolgimenti di classifica in Serie A e stravolgimenti dell’ultim’ora, è la Coppa Italia, un trofeo che potrebbe offrire una parziale consolazione a una stagione finora deludente, nonostante la conquista della Supercoppa italiana in finale proprio contro l’Inter a poche ore dall’arrivo in panchina proprio di Conceição.
La Coppa Italia non è solo un trofeo prestigioso, ma rappresenta anche un’opportunità per risollevare il morale della squadra e dei tifosi rossoneri. Tuttavia, il passaggio del turno non sarà semplice, considerando che il Milan dovrà affrontare un avversario di tutto rispetto e di spessore, che è prima in classifica in campionato. La semifinale contro l’Inter, attuale capolista in Serie A, che si profila all’orizzonte, sarà un banco di prova cruciale, un derby che potrebbe rivelarsi decisivo non solo per il trofeo, ma anche per il futuro della stagione rossonera.
La corsa al quarto posto
Attualmente, il Milan si trova a una distanza considerevole dalla zona Champions, con ben otto punti che lo separano dalla Juventus, quarta in classifica. Le statistiche parlano chiaro: per raggiungere il quarto posto, storicamente è necessario superare la soglia dei 70 punti. Attualmente, ai rossoneri mancano ben 29 punti per arrivarci. Questo significa che il Milan dovrà:
- Limitare al massimo le sconfitte.
- Raccogliere punti nelle dodici partite rimanenti, a partire dal match casalingo con la Lazio, che domenica sera sarà ospitata a San Siro.
Un compito che appare tutt’altro che semplice, considerando le sette sconfitte già accumulate fino ad oggi. La pressione sulle spalle dei giocatori e dello staff tecnico è palpabile, e la mancanza di risultati sta creando un clima di tensione che non giova alla squadra.
Il rendimento altalenante del Milan
Il Milan è una squadra che in questa stagione in corso sembra vivere di alti e bassi, un fenomeno che si riflette nei risultati ottenuti. Negli ultimi sei incontri, la squadra ha alternato vittorie e sconfitte, creando un clima di incertezza non ideale per costruire una stagione vincente. La recente vittoria casalinga tra le mura amiche contro una squadra di medio-basso livello come l’Hellas Verona è stata seguita da una doppia sconfitta esterna (un doppio 2-1 in trasferta, prima nella Torino granata e poi a Bologna nel recupero della nona giornata, ndr) che ha riacceso le polemiche. Questo andamento altalenante è emblematico di una squadra che fatica a trovare continuità, un aspetto cruciale per un club della statura del Milan.
Rafael Leão, uno dei talenti più promettenti della squadra, è diventato l’emblema di questa situazione. Capace di momenti di grande classe e prestazioni deludenti, il portoghese riflette un gruppo che non riesce a trovare stabilità emotiva e in termini di prestazioni sul campo. Leão, insieme a all’americano Christian Pulisic e ai due nuovi innesti del sessione invernale del mercato di riparazione di gennaio, l’altro portoghese João Félix e il messicano Santiago Giménez, comporrebbe i “fab four” della squadra, che però attualmente stanno deludendo e disattendendo tutte le aspettative, con il rischio di dover affrontare nuove critiche se non si riprenderanno immediatamente.
Un futuro incerto per il Milan
Le domande sul futuro del Milan sono molte e la risposta sembra complicata. Il tecnico Conceição, nonostante il suo arrivo promettente, non è riuscito a garantire quella continuità necessaria per risollevare le sorti della squadra. La gestione del gruppo, la capacità di motivare i giocatori e trovare soluzioni ai problemi emersi sono aspetti cruciali che dovranno essere affrontati con urgenza. La mancanza di personalità e di leadership in campo è un altro tema caldo, con i leader che faticano ad emergere nei momenti di difficoltà.
Il Milan è ora chiamato a un’impresa difficile, un all-in nella Coppa Italia che potrebbe rappresentare l’unico spiraglio di salvezza per una stagione altrimenti avviata verso il baratro. Riuscire a trasformare le difficoltà attuali in opportunità sarà la vera sfida per un club che ambisce a tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.