Calcio

Gasperini e Atalanta ai titoli di coda: il retroscena dell’addio

Nel calcio, come nella vita, anche le storie più belle hanno un inizio e una fine. E quella di Gasperini con l’Atalanta sembra inevitabilmente ai titoli di coda. Il tecnico, in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l’Empoli, non ha lasciato spazio alle interpretazioni. A fine anno, o nella migliore delle ipotesi nel 2026, lascerà la sua panchina.

Gasperini motivi di un addio

Il contratto di Gasperini ha una scadenza naturale nel 2026 e comunque non sarà rinnovato. Stupisce chi si stupisce. Le avvisaglie di un possibile addio erano nell’aria da tempo, ben prima delle dichiarazioni di un allenatore che si sente alla fine di un ciclo. Decisive, le ultime settimane: Gasperini, perseguitato comunque dalla sfortuna (basti pensare ai ko di Scalvini e Scamacca) aveva chiesto e non ottenuto quei rinforzi che si aspettava dal mercato. Inascoltato, nonostante avesse chiaramente fatto intendere, schierando di fatto l’Atalanta B in Supercoppa Italiana per risparmiare uomini ed energie, che la rosa avesse bisogno di ritocchi. Si è ritrovato così a giocarsi il passaggio agli ottavi di Champions con la spia della riserva accesa. A gettare benzina sul fuoco anche il caso Lookman, con un botta e risposta muscolare quanto carico di polemiche fra allenatore e giocatore che ha sancito evidentemente il punto di non ritorno.

Un finale di stagione con niente di intentato

Gasperini comunque non lascerà alcunché di intentato. In questa ottica, è stato chiarissimo: vuole lasciare provando a entrare, più di quanto non abbia già fatto, nella storia dell’Atalanta. E considerando che la Dea ha già vinto un trofeo Europeo ed è diventata una frequentatrice abituale della Champions, evidentemente l’idea, neanche più celata, è di provare a giocarsela sino in fondo per lo scudetto. Non è una idea cosi campata in aria, né presuntuosa. La Dea può concentrarsi solo sul campionato e se ha tempo e modo per allenarsi e recuperare i lungodegenti potrebbe innestare marce altissime imponendo un ritmo insostenibile alla concorrenza neanche troppo lontana.

La corsa scudetto non è così impossibile

La storia dice che non è impossibile, anche perché le squadre di Gasperini in primavera volano e l’Inter dovrà districarsi fra tantissimi impegni e il Napoli fare i conti con i primi avvisagli di fatica. Vincere lo scudetto, fra l’altro, significherebbe chiudere con il punto esclamativo. Comunque vada a finire, sarà comunque fondamentale trascorrere questi ultimi mesi senza macchie o rancori per non sporcare l’immagine di anni splendidi e probabilmente irripetibili che hanno lasciato in eredità una Dea diventata una solida realtà in Italia e in Europa.

Pasquale Luigi Pellicone

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