Il Milan di Paulo Fonseca fa già discutere: il nuovo esordio del tecnico portoghese in serie A alla guida dei rossoneri non è passato inosservato, soprattutto per come è maturato il 2-2 contro il Torino. Un punto acciuffato per il rotto della cuffia e fra non poche polemiche, correndo sul filo del rasoio di un esordio choc. I primi 90’ di campionato lasciano in eredità la sensazione che il Milan abbia carattere, ma necessiti anche di molto altro in campo, intese come scelte meno cervellotiche, e fuori, tradotto con ulteriori innesti di mercato.
Nel mirino della critica, dopo appena 90’, le scelte tecniche e tattiche. Il Milan di Fonseca è piaciuto per le trame e la costruzione di gioco, meno per l’attenzione nella fase difensiva. Complice anche alcune decisioni apparse discutibili, come quella di rinunciare a Hernandez sulla fascia destra premiando un Saelemaekers perennemente in difficoltà con Bellanova, uno dei migliori interpreti del ruolo in serie A. Altrettanto discussa la coppia centrale di centrocampo formata da Bennacer e Loftus Cheek che ha di fatto consegnato al Toro le praterie per le ripartenze dove i granata si esaltano.
Il tecnico portoghese ha giustificato le proprie scelte legandole alla condizione fisica e i fatti gli hanno dato ragione: i cambi hanno rivoluzionato la fisionomia alla squadra che ha recuperato la partita. Osservando però glie venti da una prospettiva diversa, si potrebbe obiettare sul perché le scelte in corsa non siano state fatte in partenza. Nel dubbio, l’unica certezza è che il Milan di Fonseca, per adesso, ha delle enormi somiglianze con quello di Pioli, con una sostanziale differenza: si parla di profondo cambiamento, con la benedizione di Zlatan Ibrahimovic che, come ha sottolineato anche Morata, vuole una squadra più (eufemismo) scaltra.
Il Milan, alla luce dei risultati, è una rosa che appare rinforzata ma non ancora completa. Fonseca, forse anche per dare fiducia al gruppo e tenerlo concentrato in vista dell’esordio contro il Torino ha parlato di mercato chiuso. La risposta è arrivata da Ibrahimovic e alla Ibrahimovic. Quando chiude il mercato, lo decide lo svedese che ha puntato forte su una punta come Morata, con qualità differenti rispetto a Giroud e sulla crescita di Camarda, accompagnato da Okafor e Jovic. In mezzo al campo l’arrivo di Fofana ha reso superflua la presenza di Adli e anche uno fra Pobega e Bennacer è di troppo.
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