Arrivato in Ligue 1 nell’ultima sessione di calciomercato invernale, Biereth ha impiegato soltanto due mesi per catturare su di sé tutte le attenzioni. Conosciamo meglio il talento danese
La Ligue 1 ha un nuovo bomber e il suo nome è Mika Biereth. Il classe 2003 è approdato nel Principato di Monaco durante il mercato di gennaio e in poche settimane è già diventato un idolo dei tifosi al Louis II.
La sua caratteristica principale? Una vera e propria ossessione per il gol, come confermato anche da una leggenda dell’Arsenal e del calcio inglese: Ian Wright.
Con il PSG ormai a un passo dal conquistare l’ennesimo titolo di Campione di Francia, a prendersi le copertine dei giornali in Ligue 1 è un talento che a Parigi ha fatto visita soltanto come avversario lo scorso febbraio, in una delle poche partite in cui è rimasto a secco di gol.
Il suo nome è Mika Biereth, attaccante danese che ha aiutato il Monaco a tornare al secondo posto nel campionato francese, dove in poche settimane ha dimostrato di poter essere una vera e propria forza della natura.
Acquistato dai monegaschi nell’ultima sessione di calciomercato invernale, per un costo di circa 13 milioni di euro, l’ex Sturm Graz ha già timbrato 12 volte il cartellino in 10 apparizioni in Ligue 1, presentandosi dunque al calcio francese con la straordinaria media di oltre un gol a partita.
Merito di tre triplette e di altrettante singole marcature, l’ultima delle quali messa a referto nel weekend appena trascorso contro il Nizza, sfida in cui Biereth ha sbagliato pure un calcio di rigore.
Rennes, Auxerre, Nantes, Reims, Angers e – appunto – Nizza le sue vittime fin qui in Ligue 1, dove il ventiduenne nato a Londra ha sfornato anche due assist contro Lille e Tolosa, contribuendo così in maniera attiva a una rete in otto delle dieci partite disputate finora nel campionato francese.
Numeri pazzeschi e che fanno di Biereth l’indiscusso protagonista dei primi mesi del 2025 sul suolo d’oltralpe.
Prelevato lo scorso gennaio dallo Sturm Graz, Mika Biereth è nato a Londra l’8 febbraio 2003.
Di origini tedesco-danesi da parte di padre e bosniache da parte di madre, la nuova stella del Monaco ha mosso i primi passi nel mondo del calcio nelle giovanili del Chelsea, prima di passare a quelle del Fulham.
Con i Whites ha impressionato soprattutto a livello dell’Under 18, grazie a 25 gol e 15 assist in 37 partite, attirando così l’attenzione dell’Arsenal, che lo ha poi ingaggiato nel 2021, offrendogli il suo primo contratto da professionista.
Biereth ha quindi continuato a crescere nell’Academy dei Gunners, collezionando 20 presenze, 12 gol e 5 assist con l’Under 21 e catturando l’attenzione di una leggenda del club come Ian Wright (ci torneremo tra poco).
A Londra non è però riuscito a ritagliarsi lo spazio che desiderava “tra i grandi”, scegliendo quindi di iniziare a girare per l’Europa in cerca di un’opportunità.
La sua prima esperienza tra i professionisti è stata allora in Olanda con il Waalwijk nella stagione 2022/23, dove ha disputato 13 partite e segnato 2 gol.
Biereth si è spostato poi in Scozia, dove si è unito in prestito al Motherwell. Lì ha messo a segno 6 reti e servito 5 assist in 15 partite, vivendo sei mesi da grande protagonista.
Nel gennaio 2024 ha cominciato quindi una nuova avventura in Austria, firmando per lo Sturm Graz, inizialmente con la formula del prestito e l’estate successiva a titolo definitivo.
Con il club austriaco ha realizzato 23 gol e 9 assist in 47 presenze, mentre a livello internazionale ha messo insieme 6 presenze e 1 gol con l’Under 21 danese.
Grazie alla sua freddezza sotto porta e alla capacità di muoversi con intelligenza in campo, Biereth ha giocato un ruolo chiave nella straordinaria stagione dello Sturm Graz, aiutandolo a conquistare il campionato austriaco per la prima volta dal 2011 e aggiudicandosi pure la Coppa d’Austria. Ciò gli ha permesso di completare uno storico double: il secondo nella storia del club.
Nel gennaio del 2025 è arrivato quindi il trasferimento al Monaco, dove è riuscito a impressionare chiunque per l’impatto devastante che ha avuto fin da subito sulla Ligue 1.
12 gol e 2 assist in 10 partite, oltre a tante belle giocate e qualche errore, come il già citato rigore sbagliato nell’ultima gara contro il Nizza.
Ciò che gli ha permesso di catturare fin da subito l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori è stata però quella che è forse la sua caratteristica principale, ovvero l’ossessione per il gol.
Per conferma, chiedere a Ian Wright.
Essendo nato a Londra ed essendosi formato principalmente nell’Academy dell’Arsenal, è proprio nella cerchia delle leggende dei Gunners che Biereth ha trovato quello che per lui è stato una sorta di mentore.
Si tratta di Ian Wright, formidabile centravanti inglese capace di vincere anche una Premier League con i londinesi nel 1998 e di chiudere l’annata 1991/92 da capocannoniere dell’allora campionato di First Division (l’attuale Premier), con 29 gol.
“È stato direttamente Mika a contattarmi nel 2022. Gli ho sempre dato credito per questo, perché non è facile esporsi e rendersi vulnerabili con qualcuno”, ha raccontato lo stesso Wright in una recente intervista rilasciata a Get French Football News.
“Voleva chiedermi dei consigli e, allora, ci siamo incontrati nel pub della mia zona e siamo poi sempre rimasti in contatto”.
Il nome di Biereth non era però nuovo all’ex attaccante inglese, il quale ne aveva già sentito narrare le doti quando il danese giocava ancora nelle giovanili del Fulham.
“Nel nostro incontro voleva capire cosa pensassi del suo gioco e se avessi qualche consiglio su quali scelte di carriera fare per il futuro”.
Biereth ha quindi fatto breccia nel cuore di Wright, il quale ha rivisto in lui la sua stessa ossessione per il gol:
“Il suo record a livello giovanile dimostra che è un goleador nato. La sua struttura fisica gli consente di imporsi nell’area di rigore, creando spazi con il corpo e finalizzando le occasioni da rete. Questo istinto è stato evidente anche durante il suo periodo in Scozia con il Motherwell, dove ha dimostrato di sapersi adattare a un campionato molto fisico. Ciò che mi piace di lui è che vuole sempre segnare. Non gli importa in che modo il pallone finirà in rete, purché ci finisca. Ha una vera e propria ossessione per il gol e un po’ mi ci rivedo in questo aspetto, sebbene le nostre caratteristiche come attaccanti non siano simili”.
Una fame di gol che ha permesso al danese di dominare fin da subito in Ligue 1, dove è diventato il giocatore più veloce di sempre a realizzare dieci gol nel campionato francese nel XXI secolo.
Un adattamento immediato, quello con il calcio d’oltralpe, che ha stupito anche Wright:
“Non ho mai dubitato delle sue capacità, ma di solito i giocatori hanno bisogno di tempo per adattarsi a nuovi schemi e avversari. Lui invece ha saputo sfruttare l’effetto sorpresa, con le difese avversarie ancora poco preparate al suo stile di gioco. La vera sfida, secondo me, sarà mantenere questo livello anche quando i rivali impareranno a conoscerlo meglio”.
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