Il nome di Pep Guardiola si associa ancora una volta alla panchina della nazionale brasiliana. Specialmente se, come tutto lascia credere, Ronaldo Nazario da Lima, al secolo il Fenomeno, candidato alla presidenza della confederazione calcistica brasiliana, vincerà le prossime elezioni.
Ronaldo ci riprova: con Guardiola sono amici e soci
Ronaldo, dunque, ci riprova. Il brasiliano ha un rapporto privilegiato con l’attuale allenatore del Manchester City, suo compagno ai tempi del Barcellona e poi socio in affari che potrebbe sfociare in qualcosa di molto importante. L’attuale presidente del Real Valladolid non ha mai negato né escluso che questa opzione possa diventare realtà. Le sue parole sono eloquenti: “Mi piacerebbe molto poter parlare di tutto quello che faccio, ma rischia di distogliere l’attenzione dai problemi del calcio brasiliano che non è solo la nazionale. Il Brasile ha sempre avuto i migliori giocatori e deve avere anche i migliori allenatori”.
Il programma del Fenomeno: lavorare sulla base
Dichiarazioni non casuali. Ronaldo ha un programma preciso: alla base c’è la valorizzazione del calcio in ogni suo aspetto, a partire anche dagli istruttori. Storicamente la seleçao ha sempre privilegiato il talento alla tattica e la filosofia legata alla ”ginga” o al “futbol bailado” è stata ripagata da quattro mondiali vinti ma almeno altrettanti persi. Non a caso Ronaldo ha promesso che se verrà eletto presidente della CBF proverà a migliorare il livello di preparazione degli allenatori del Paese, in modo che possano recuperare il terreno perso a favore degli allenatori stranieri: “Anche il calcio brasiliano ha bisogno di una spinta in questo senso. Si associano nomi stranieri alla panchina del Brasile perché in questo paese non ci sono grandi allenatori”. Certo, una eccezione per Guardiola si potrebbe fare e la sensazione è che se ci sarà l’opportunità, si farà.
Il Brasile meno competitivo della storia
Ronaldo è consapevole di avere dietro di sé la spinta di una nazione intera. Il Fenomeno ha vinto praticamente da solo l’ultimo titolo del Brasile, nel 2002. Da quella data, per la seleçao, solo delusioni. Tutte le altre nazionali considerate rivali storiche sono tornate a vincere un mondiale (Italia, Germania, Francia, Argentina). Attualmente la verdeoro attraversa forse il periodo più difficile della sua storia. Il CT Dorival Júnior, punta a qualificarsi per la Coppa del Mondo del 2026 ed è attualmente quinto nel girone di qualificazione sudamericano, molto indietro rispetto alla capolista Argentina. Per sua fortuna, l’allargamento a 48 squadre permette a sei nazionali di poter staccare il pass per la fase finale della competizione. Qualificarsi, però, è il minimo sindacale per avere ancora la fiducia.